Trebisacce-04/03/2024: L’ACQUISIZIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA PER NATURALIZZAZIONE (di Avv. Ermelinda Mazzei)

L’ACQUISIZIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA PER NATURALIZZAZIONE

“Io non mi sento italiano/ Ma per fortuna o purtroppo lo sono” recita una famosa canzone del Maestro Giorgio Gaber.

Ma chi sono gli italiani o, meglio ancora, chi potrebbero esserlo?

E’ bene chiarire che, anche una persona straniera può richiedere, attraverso il c.d. istituto della naturalizzazione, la cittadinanza italiana.

La stessa è concessa con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell’Interno ed è condizionata, necessariamente, al possesso di determinati requisiti previsti per legge.

In primis, è richiesta la residenza legale sul territorio italiano per un determinato periodo di tempo. Per “residenza legale” si intende l’iscrizione all’anagrafe della popolazione residente, a seguito di ingresso e permanenza in Italia con regolare permesso di soggiorno; deve, inoltre, trattarsi di residenza attuale e ininterrotta.

Il numero di anni di residenza, necessari all’acquisizione, varia a seconda che il richiedente sia o meno cittadino di uno Sato membro dell’Unione Europea.

Nel primo caso, è necessaria una permanenza sul territorio della Repubblica di almeno quattro anni; nel caso, invece, non si tratti di un cittadino di uno Stato UE, occorre una permanenza di almeno dieci anni.

Sono previsti casi specifici, che prevedono un periodo di residenza legale più breve.

Trattasi, a titolo esemplificativo, dello straniero, che è nato nel territorio della Repubblica o il cui padre, la madre o i nonni, sono stati cittadini italiani per nascita, in tal caso è sufficiente una residenza legale della durata di tre anni. Oppure, per lo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano, è sufficiente una residenza legale della durata di cinque anni successivi all’adozione.

Lo stesso periodo è bastevole anche se il richiedente è apolide oppure riconosciuto rifugiato.

La residenza non è, però, l’unico requisito necessario.

E infatti, è richiesto all’interessato un’adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per la conoscenza delle lingue.

Sebbene non sia legislativamente previsto, è determinante, altresì, dimostrare di avere un reddito adeguato a provvedere a sé stesso e al proprio nucleo familiare, ove presente.

Infine, anche l’assenza di precedenti penali e di pericolosità sociale, richiesta espressamente in caso di domanda di cittadinanza per matrimonio, è considerata dalla giurisprudenza maggioritaria comunque indispensabile.

La domanda di naturalizzazione è una delle diverse possibilità, che consente l’acquisizione della cittadinanza italiana. Naturalmente è necessario valutare la condizione reale del richiedente, per suggerire la strada più efficace da percorrere.

Avv. Ermelinda Mazzei

Presentazione:

Chi sono?

Mi chiamo Ermelinda Mazzei e sono un avvocato, iscritta all’Albo dal 2012.

Il diritto potrebbe sembrare un mondo lontano e, invece, nelle nostre vite accadono quotidianamente dei fatti aventi rilevanza giuridica. Ecco perché  l’ho sempre trovato affascinante.

E infatti, fin da piccola, desideravo intraprendere questa che più che una professione, considero una missione.

Mi piacerebbe, quindi, vedere le persone più consapevoli dei propri diritti, come dei propri doveri.

Con questo intento, nasce l’idea di una rubrica che divulghi “pillole di diritto”.

Avv. Ermelinda Mazzei

Mi trovate presso il mio Studio, in Trebisacce alla via Monte Grappa n. 4 oppure online:

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