Trebisacce-08/04/2020: LA PASQUA: la vittoria sul peccato e  sulla morte (di Pino Cozzo)

Pino Cozzo

 

 

 

 

 

 

 

 

LA PASQUA: la vittoria sul peccato e  sulla morte

                            di Pino Cozzo

 

La grazia è stata già ricevuta nel battesimo.  E’ un dono elargito abbondantemente, gratuitamente e sentitamente dallo Spirito di Dio. Possiamo definirlo come terzo elemento che scaturisce dall’unione divina del Padre e del figlio. “ Se uno mi ama, osserverà la mia parola,, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. Il battesimo presuppone dunque un impegno perseverante, continuo; è l’espressione di una fede matura, sentita, pronta ad affrontare la lotta con il male, con la tentazione, la debolezza tipica della natura umana. Tutto ciò è possibile per noi, per chi si lascia guidare docilmente dalla parola e dal richiamo del Signore, perché abbiamo come esempio la croce sulla quale Egli si è lasciato morire, per dimostrarci che quello deve essere l’esempio da imitare per chi vuole essere suo fratello. E’ sempre il Signore che dà la forza per affrontare tutto. Per affrontare la giornata, per superare le tentazioni, le prove, il dolore. Egli ha reso storicamente forti diversi personaggi: Mosè, che ha guidato il suo popolo, Davide, che ha sconfitto Golia, San Paolo, che ha annunciato la sua salvezza, nonostante le minacce che sono sfociate nella morte. Ed altri sono gli esempi grandi, i modelli a cui dobbiamo conformarci: primo fra tutti San Giovanni Battista. E poi San Giuseppe, San Francesco, d’Assisi e di Paola, S. Antonio, Santo Stefano, San Pio, Santa Chiara, Santa Rita, Madre Teresa di Calcutta. Dobbiamo, dunque, lottare con il Signore e per  il Signore con le armi della fede. Per questo, anche se il cielo incombesse su di noi, non avremmo paura. Anche se una voce ci ripetesse che siamo degli illusi nel credere a tutto ciò, noi dovremmo ripetere che siamo contenti di essere illusi. Anche se ci deridessero per i nostri gesti di attaccamento a Dio, dovremmo offrire a Lui le nostre pene e mortificazioni. Pensiamo che sono invidiosi. Ad ogni nostro dubbio, dobbiamo ripetere: Credo, Signore, aumenta la mia fede. Amo, Signore, aumenta il mio amore. Non è facile avere la forza d’animo. Pietro, scoraggiato dagli avvenimenti della cattura di Gesù, lo rinnega. Ma poi gli dice: “Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente”. La forza è necessaria anche in situazioni molto particolari della vita. Gesù ci dice: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. Solo così potrete essere considerate figli del Dio unico, eterno ed onnipotente. Solo così potremo, in parte, essere accomunati alle sofferenze del Cristo. Solo così potremo considerarci fratelli e suoi fratelli e amici. Stiamo vivendo la Settimana Santa, e allora potremmo chiederci: “Può la risurrezione di Cristo essere considerata solo un fatto storico, e coinvolgente solo sul piano emotivo? Certamente l’immagine del Cristo sofferente, che percorre la Via del Calvario e che muore in croce, mette i brividi al solo pensiero, proviamo a meditare su cosa abbia provocato in coloro che hanno personalmente assistito al drammatico evento.  Esso trascende la nostra comprensione umana. I segni, però, non devono lasciar dubbi su chi, per fede, crede che il peccato e la morte siano stati per sempre annientati. Il Servo obbediente, l’Agnello mansueto è stato glorificato dal Padre ed è stato esaltato, perché, nel suo ritorno a Dio Padre, si adempisse la sua missione salvifica, e, con un anelito di infinito amore, ci abbracciasse tutti e ci recasse con Lui nell’alto dei Cieli. Col Cristo, tutti risorgeremo un giorno. Con tale certezza, in questo momento così particolare e difficile, affidiamoci totalmente al Signore e chiediamogli di preservarci da questo  e  da tutti i mali.