Trebisacce-05/11/2022: VIOLENZA OSTETRICA: LE TRISTI REALTA’ DI QUESTA VIOLENZA DI GENERE

Ostetriche
VIOLENZA OSTETRICA: LE TRISTI REALTA’ DI QUESTA VIOLENZA DI GENERE
Si può constatare che in Italia, il sistema sanitario pubblico e il progresso medico abbiano raggiunto eccellenti risultati, registrando il più basso tasso di mortalità materna e neonatale in Europa.
Tuttavia, questo dato non esclude un lato oscuro, di cui si parla poco, ma che persiste in molte realtà ospedaliere: la violenza ostetrica. Con questo termine si intende la violazione del diritto alla salute e all’integrità del corpo della donna. Si parla di abusi fisici, verbali e psicologici nei confronti della donna incinta. Ma procediamo con ordine.
Innanzitutto, in quali situazioni può avvenire questo fenomeno? Nel momento della gravidanza, del parto, durante il travaglio o in situazioni ostetrico-ginecologiche generali. Come si riconosce questo genere di violenza? Attraverso il non consenso e il non rispetto della privacy della donna, ignorando le sue richieste e agendo con una serie di manovre, spesso non necessarie, procedure e interventi dolorosi e invasivi. Ancora, effettuando episiotomie senza anestesia, negando epidurali o inducendole, nonostante il rifiuto, della partoriente. Per quanto riguarda le manovre, effettuare quella di Kristeller, ovvero applicare una spinta nella parte bassa dell’utero della donna affinchè l’espulsione del feto avvenga più facilmente. Si tratta di un’operazione sconsigliata persino dall’OMS, ossia l’Organizzazione Mondiale della Sanità, senza controllo, rappresentando
uno dei principali fattori di rischio. Situazioni tristi avvengono anche durante l’allattamento. Questa fase tanto intima tra la mamma e il bambino è molto soggettiva, diversa per ognuna, per alcune semplice per altre no. La poca presenza o assenza di latte, gli ingorghi, le infiammazioni, i problemi di suzioni e tutto il resto, sono problemi esistenti in moltissime donne. Il non riuscire ad allattare a causa di queste problematiche, non rende di conseguenza una madre inadeguata, sbagliata e priva di amore per il proprio figlio e quindi oggetto di stigma! Purtroppo ci sono stati casi in cui alcune ostetriche o ginecologi abbiano insistito per simulare e stimolare la lattazione, causando lividi e altro. Non finisce qui, altri casi possono essere ricorrere a cesarei non necessari, o al contrario insistere e forzare la donna al parto naturale vaginale. A proposito di quest’ultimo punto, sono scioccanti alcune testimonianze di donne che sostengono di essere state abusate in modo assillante a partorire in
modo naturale. In tanti modi, premendo sulla pancia, praticando la ventosa, accanendosi e portando solo ulteriore sofferenza in quel momento così impegnativo. Immaginate, quanto può essere umiliante e stressante psicologicamente per una donna questo tipo di trattamento? Il pensiero di non farcela, sentirsi ” inadeguata” solo perchè consapevole di non riuscire a dare alla luce naturalmente il proprio bambino. Inoltre, frasi come:”Impegnati, non ti sforzi abbastanza!”,”Questo bambino non lo vuoi far nascere!” “Sei troppo debole!”,”Smettila di lamentarti inutilmente!”, “Bisogna soffrire in travaglio, mettitelo in testa!” vanno solo ad urtare la sensibilità della donna in questione che anche in quel momento ha diritto a un rispetto totale della propria integrità, salute e soprattutto dignità.
Ci sarebbe ancora molto di cui parlare, ma questo per il momento basta per fare una prima delucidazione su questo tema. E’ importante raccogliere più testimonianze possibili di violenza ostetriche, riportarle in radio, tv, giornali e web, affinchè sia data voce a chi subisce. Bisogna, parlare e confrontarsi con le persone più care, denunciare il prima possibile. Questa è una triste realtà, un capitolo che non dovrebbe esistere, non ci sono giustificazioni. Tutto ciò oltre che a causare danni di ogni tipo alla donna, è umiliante per tutti i professionisti, ginecologi e ostetriche che invece
svolgono in maniera eccellente il loro lavoro, che si distinguono per loro umanità e competenza, che mettono a loro agio la partoriente, garantendole il massimo della sicurezza e rispetto. Ci sarebbe tanto di cui parlare anche su questo. Come in ogni ambito, ci sono lati nascosti che prima o poi vengono a galla.
MILENA ANGELILLO