Trebisacce-07/12/2022: Imminente altro vuoto nella sanità dell’Alto Jonio

Trinchi

TREBISACCE Con l’inizio del nuovo anno anche la dr.ssa Rita Lucia Trinchi, Anestesista, Dirigente Medico e Responsabile del Centro Cefalee presso il presidio sanitario di Trebisacce raggiungerà la meritata quiescenza dopo lunghi anni di apprezzato servizio reso al sistema sanitario pubblico sia prima che dopo la chiusura del “Chidichimo”. L’Alto Jonio, già disastrato dal punto di vista sanitario, si appresta dunque a perdere un altro pezzo importante di quella sanità pubblica che, scippata e mutilata di tanti servizi dopo la chiusura dell’Ospedale e il pensionamento di tanti medici, continua ad arrancare e, nonostante il prodigarsi dei pochi medici e infermieri specializzati in resilienza, senza una decisa scossa all’andazzo corrente, rischia di dover ammainare bandiera. E’ perciò urgente che gli amministratori locali, le forze politiche e sindacali che hanno a cuore i bisogni delle popolazioni locali si diano da fare perché si provveda al più presto ad avviare le procedure per sostituire, dal primo febbraio prossimo, la dr.ssa Rita Trinchi con personale qualificato e all’altezza di quella che lei è stata per tanti anni ed evitare così, come è già successo per lo specialista Diabetologo, che con il legittimo ma incalzante pensionamento dei medici anziani, si creino altre voragini nell’ambito della medicina ospedaliera e territoriale. Certo, secondo il sentire comune, non sarà facile sostituire un’eccellenza della sanità locale come la dr.ssa Rita Lucia Trinchi nel suo immancabile supporto al Pronto Soccorso, nelle prestazioni sanitarie erogate negli Ambulatori di Medicina, di Chirurgia, di Oncologia e di Ematologia che richiedono la presenza dell’Anestesista per la somministrazione del ferro, per esami di spirometria, per emo-gasanalisi, per la manutenzione del catetere venoso centrale quali PORT e PICC in pazienti oncologici… Ma la dr.ssa Trinchi, grazie agli studi e alle ricerche personali effettuate sul campo, è diventata un vero e proprio punto di riferimento per i pazienti affetti da cefalea che da tutto l’Alto Jonio Cosentino ma anche dalla Sibaritide e dal Pollino affollano il “Centro per la Cefalea” sito al quinto piano del “Chidichimo” per essere curati e guariti dalla cefalea che, come sostiene da tempo la stessa dr.ssa Trinchi, è una malattia di genere sottovalutata, sottostimata, sotto-diagnosticata, sotto-trattata e riconosciuta a livello nazionale come patologia sociale così gravemente disabilitante che l’OMS la colloca al secondo posto tra le malattie più disabilitanti. In questo contesto la dr.ssa Trinchi, grazie alla ricerca ed a studi approfonditi ma anche alla lunga attività svolta sul campo, non solo si è specializzata in quelle che sono le metodiche adottate un pò da tutti gli specialisti, ma è andata oltre e presso l’Ambulatorio della Dr.ssa Trinchi si seguono terapie all’avanguardia tra cui la dieta chetogenica e il trattamento infiltrativo con tossina botulinica caro ai Neurologi americani che favoriscono un sostanziale miglioramento nella sintomatologia prodotta dalla cefalea. Certo, si tratta di un vuoto difficile da colmare, quello che lascerà la dr.ssa Rita Lucia Trinchi che comunque nei prossimi anni potrà dedicare più tempo alla passione che coltiva come pittrice e come animatrice culturale. Un vuoto a tutto tondo che, sen fosse possibile, si potrebbe colmare solo con un’operazione di clonazione. Operazione, questa, che non è certo alla portata degli umani e, considerati i fatti e gli antefatti, tanto meno alla portata delle nostre autorità sanitarie regionali e nazionali.

Pino La Rocca